Essenze  (Francesca Nobile acquerelli e disegni misure varie - progetto in corso dal 2016)

È un percorso materico e spirituale che l’artista compie, come se fosse appesa a un filo teso tra la terra e il cielo, per potersi, infine, riconoscere in una luce. Per lei esiste, in un luogo oscuro, l’essenza presente in ogni corpo. “Ma era chiaro che fare un ritratto era un gesto da tenere al riparo dal desiderio puro e semplice, o, tutt’al più, doveva prendere avvio da quel desiderio e poi lasciarlo, in qualche modo, decadere. Doveva essere una questione di intimità distanti, fare un ritratto”. È da questo incanto che nasce l’opera dell’artista. Dal semplice e naturale gesto dell’osservare si dipanano tratti che segnano corpi come se fossero in una condizione originaria che, dopo aver peregrinato inesorabilmente, sono stati riportati a casa. Quel luogo dunque, dove si ritrova la sincerità di provare dolore e vergogna, paura e gioia, terrore e amore, desiderio e voluttà, volontà e cedimento. E in verità, abbandono. È da questo viaggio interiore che si svela la ricerca dell’artista per indagare senza sosta la verità estrema del corpo. La nudità intesa non come l’effetto di un’assenza di vestiti ma, proprio come un sentimento ancestrale che brama per arrivare all’essenza dell’essere senza alcun filtro. Disegni come racconti che ritraggono le essenze che i corpi celano al mondo. Momenti e movimenti emersi da luoghi oscuri per attestare quelle espressioni di una verità ora divenuta senza alcuna resistenza. Dove tutto è così come è, non come deve essere. Senza giudizio alcuno. Senza tempo, con un gesto immobile come un corpo che invecchia. Un percorso spirituale che, come in un unico atto, arriva tutto d’un fiato a tracciare la verità. E, dunque, la nudità è condizione imprescindibile. Come se la ricerca dell’artista fosse un tempo dilatato in cui il soggetto ritratto possa guardare se stesso e riconoscersi, finalmente. Ed è in questo attimo eterno che arriva la mano di Francesca Nobile a cogliere, come per incanto, quell’attimo in cui riusciamo a intuire di noi. E quella intuizione, come una magia, diventa essenza dell’artista sul foglio come una verità dunque, finalmente emersa e svelata.                                                                                              (Testo di Ilde Provenzano)              

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